22/09/2021

Al via l’accordo Mise-Camere di Commercio. 600 milioni di euro per rafforzare le PMI. Nascono 19 sezioni speciali del fondo di garanzia per favorire l’internazionalizzazione.
L’iniziativa, promossa dal Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza, permetterà alle PMI di accedere alle sezioni speciali del Fondo Centrale attraverso procedure semplificate e tempi di istruttoria contenuti.

Credito per supportare la crescita e l’internazionalizzazione delle Pmi attraverso un sistema efficiente di garanzie statali e maggiore attenzione alle peculiarità dei sistemi economici del  territorio.
Sono questi i capisaldi dell’accordo firmato oggi tra il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e i Presidenti delle Camere di Commercio italiane, che istituisce le prime sezioni speciali del Fondo Centrale di Garanzia in ben 19 Province (Bari, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Firenze, Genova, Lecco, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Napoli, Palermo, Pavia, Salerno, Trieste, Udine e Varese).
 
L’accordo, promosso dal Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza, consente di mettere a sistema e di usare attraverso una strategia condivisa le significative risorse disponibili sul territorio per facilitare l’erogazione di credito alle Pmi: le 19 Camere aderenti al progetto apporteranno infatti al Fondo Centrale di Garanzia oltre 17 milioni di euro. Una dotazione importante che, grazie a un effetto moltiplicatore generato dalla compartecipazione tra risorse camerali e risorse statali, permetterà di attivare a favore delle imprese dei territori aderenti circa 600 milioni di euro di finanziamenti grazie ai quali le PMI potranno rafforzare la propria competitività sui mercati internazionali. Già a partire da gennaio, saranno 20 le Camere di Commercio che faranno parte dell’iniziativa; l’intervento lascia infatti aperta la possibilità per adesioni in momenti successivi.
La misura è finalizzata a canalizzare garanzie attraverso la rete dei Confidi per interventi sull’internazionalizzazione: tra i benefici, si segnala la presenza della garanzia di ultima istanza dello Stato a cui si applica, secondo le regole di Basilea II, il meccanismo della ponderazione zero. Confidi e imprese potranno contare, inoltre, su tempi di istruttoria molto contenuti anche in virtù del riconoscimento di procedure semplificate alle operazioni che verranno presentate a valere sulle sezioni speciali istituite con le Camere di commercio. A ciò si aggiunge il riconoscimento di percentuali di copertura massime anche in caso di future rimodulazioni che dovessero essere effettuate.
 
Il Fondo Centrale di Garanzia, negli ultimi anni, ha dimostrato una notevole efficacia, rilasciando un numero crescente di garanzie: nel 2011 sono state più di 55.000 le domande ammesse alla garanzia del Fondo che, con un importo garantito di 4,4 miliardi di euro, hanno permesso di attivare finanziamenti a favore del sistema imprenditoriale per 8,4 miliardi di euro. Nei primi 10 mesi del 2012, il Fondo ha raggiunto un’operatività di quasi 52.000 operazioni.
“L’accesso al credito per le Pmi è uno dei temi su cui, come Governo, ci siamo concentrati fin dall’inizio della legislatura” ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. “Attraverso il rifinanziamento del Fondo Centrale di Garanzia per 1,2 miliardi di euro nel triennio 2012-2014 – ha ricordato il ministro – la possibilità per le aziende di farsi certificare i propri crediti dalle amministrazioni pubbliche e di poterli eventualmente compensare con i debiti iscritti a ruolo, lo stanziamento di 6 miliardi per i pagamenti più urgenti della PA, l’approvazione anticipata della direttiva europea sui tempi di pagamento, l’inserimento nel nostro ordinamento della finanza di impresa anche per le società non quotate, abbiamo creato una serie di strumenti per facilitare l’accesso al credito delle imprese in questo momento di particolare carenza di liquidità”. Per Passera, “con l’accordo firmato siglato oggi, rafforziamo ulteriormente lo strumento del Fondo di Garanzia e lo avviciniamo alle esigenze di favorire la crescita dell’internazionalizzazione. Ora, come Ministero lavoreremo per arricchire il numero di sportelli a cui si possono rivolgere gli imprenditori e per rafforzare l’intervento anche con il coinvolgimento delle Regioni al fine di costruire una vera e propria infrastruttura di sistema per il credito”. “Puntare sul sostegno alle piccole e medie imprese attive sul fronte dell’internazionalizzazione è una delle vie più efficaci per tornare a rivedere la crescita economica” ha dichiarato Carlo Sangalli, Presidente del Consorzio camerale per il credito e la Finanza. “Proprio per questo le  sezioni speciali del Fondo Centrale di Garanzia, nate per superare la stretta creditizia, possono  ridare ossigeno al mondo imprenditoriale che guarda all’estero. Un risultato importante ottenuto grazie alla collaborazione con il ministero dello Sviluppo Economico e alla capacità delle Camere di Commercio di fare rete”.
«La Camera di Commercio di Udine partecipa con convinzione, fin dall’inizio, a questo importante percorso – commenta il presidente del’ente camerale friulano Giovanni Da Pozzo –, contribuendo con mezzo milione di euro al plafond complessivo. Si tratta di un ulteriore e concreto tassello per favorire la crescita dell’internazionalizzazione delle nostre Pmi, tanto più importante per il nostro territorio e per rafforzare la sua posizione strategica, naturalmente aperta all’estero. La forza dell’accordo sta anche nell’aver messo a sistema le Camere di Commercio con i Confidi e il Fondo centrale: un bel segnale di collaborazione e razionalizzazione, in questo momento, per dare servizi e supporto più efficaci alle nostre imprese, in particolare sul mercato globale che dev’essere sempre più la strada da percorrere per un nuovo sviluppo. L’iniziativa conferma poi la presenza del nostro territorio in un network nazionale: siamo in prima linea per portare avanti tutti gli strumenti e le aggregazioni utili davvero a far uscire il nostro sistema produttivo da questo momento di difficoltà, incidendo proprio sul tema dell’accesso al credito che si pone come nodo centrale di questa crisi».

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