18/12/2018

Suonata per la prima volta l’Elegia per Gorizia composta appositamente da Fulvio Creux. Lo spartito originale donato alla città.

La musica di due accorati canti popolari, “O Gorizia, tu sei maledetta” e “Fuoco e mitragliatrici” inseriti in un turbinio di inni e marce delle forze in campo durante la Grande Guerra. E’ questo il “cuore” dell’ “Elegia per Gorizia” suonata ieri sera per la prima volta nel teatro “Verdi” dalla Banda dell’Esercito italiano durante il concerto per il Centenario, diretto dal Capitano Antonella Bona, che ha spesso ricevuto applausi a scena aperta.

Un’esibizione che ha fortemente coinvolto ed emozionato le oltre 500 persone presenti, grazie anche alla bravura del conduttore, Michele D’Andrea, storico e araldista militare, che è riuscito a creare una suggestiva sintonia con il pubblico, il quale ha accolto con entusiasmo l’invito finale a cantare, in piedi, l’inno nazionale.

Un successo straordinario, accompagnato da momenti di sorpresa e commozione, come quando è stato annunciata e poi eseguita l’Elegia per Gorizia, scritta dal compositore Fulvio Creux, il cui spartito originale, portato sul palco dal generale di divisione, Giuseppe Nicola Tota, capo del quinto reparto dello Stato Maggiore dell’esercito, è stato consegnato al sindaco, Ettore Romoli, dalla direttrice Bona.

“E’ un omaggio che abbiamo voluto fare alla città- ha detto il generale Tota- perchè l’Italia ha Gorizia nel cuore e l’esercito è qui, oggi, per dimostrarlo e, a questo proposito, ringrazio la Brigata Pozzuolo e il suo comandante, Ugo Cillo, per la passione con cui ha contribuito all’organizzazione degli eventi “.
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Parole che non hanno lasciato indifferente il pubblico e il sindaco Romoli che, nel ringraziare l’esercito per “aver accolto subito l’invito a commemorare insieme alla città la Presa di Gorizia, ha svolto un importante ruolo per ricordare sia il momento in cui sventolò per la prima volta il tricolore sia il sacrificio di migliaia di giovani caduti su queste terre.

Fu davvero un grande dramma-ha aggiunto il sindaco- ma dobbiamo ricordare che allora si combatteva anche nel nome di un valore che oggi sembra passato di moda, l’amore per la patria”. Parole, queste ultime, che la gente ha accolto con un grande applauso a testimonianza che il valore della patria è ancora sentito.

Durante il concerto, inframmezzato da letture di Mario Brusa, una fra le più belle voci dello spettacolo italiano, diversi i brani conosciuti a partire “Il silenzio”, per il quale è stato chiesto il bis. Si è suonato anche “Echi di Trincea”, “Cavalleria leggera”, “Sul Carso”, “Roma e Venezia”, “Piave Marsch”, “La campana di San Giusto”, “Excelsior” e “Il canto degli italiani”.

ELEGIA PER GORIZIA

(Prima esecuzione assoluta) Come in altre composizioni legate alla memoria, il tema principale che lega l’insieme si basa su due accorati canti popolari, O Gorizia, tu sei maledetta e Fuoco e mitragliatrici, entrambi con voce di donna, entrambi esprimenti l’angoscia e il dolore di chi è rimasto a casa. Sono stati poi impiegati inni e marce delle forze allora in campo, dal Kaiserhymne di Haydn alla Marcia Reale alle musiche d’ordinanza dei reparti italiani maggiormente impegnati in quel settore. Un Adagio religioso (sul tema di Fuoco e mitragliatrici) crea il clima di attesa, seguito dal tema principale (O Gorizia tu sei maledetta) che ci porta nel luogo dell’azione. Percussioni alternate alla Marcia Reale e all’Inno austriaco descrivono la battaglia, dando inizio all’avanzata per la conquista della città (Dimònios, Flik Flok, Principe Eugenio). Vi è poi il momento della meditazione e del dolore (Fuoco e mitragliatrici) e dopo un attimo di esitazione, in cui fanno eco alcuni frammenti tematici, ritorna a tutta forza il tema principale, affiancato all’incipit dell’Inno di Mameli.

Patrizia Artico

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