27/05/2018

Come consuetudine a Roma le più alte cariche dello Stato si sono incontrate all’Altare della Patria, al mausoleo delle Fosse Ardeatine e poi al museo della Liberazione di via Tasso.

Ma l’Anpi, che come ogni anno si lamenta perché loro considerano il 25 aprile la festa dei partigiani, così ha organizzato, assieme ad altre associazioni, un corteo diverso per le vie della Capitale. Anche parte della comunità ebraica della capitale ha scelto di non prendere parte alla manifestazione, riunendosi per un momento di raccoglimento in una zona diversa da quella scelta dai partigiani.

Il presidente della Repubblica Mattarella ha deposto una corona di fiori presso la tomba del milite ignoto, insieme a Paolo Gentiloni, i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Elisabetta Casellati, con il ministro uscente della Difesa Roberta Pinotti (questa volta con un abito grigio-azzurro che definirei opportuno) e le alte cariche militari. Gentiloni poi si è recato al mausoleo delle Fosse Ardeatine, per deporre un’altra corona d’alloro, in memoria dei 335 martiri dell’eccidio.

Forse è appena il caso di ricordare che si tratta della festa nazionale in cui si celebra  l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Ricordiamo quel momento storico in cui le truppe alleate anglo-americane, con l’indubbio contributo della Resistenza partigiana, riuscirono ad allontanare dal nostro Paese le forze di occupazione naziste e a rovesciare il governo fascista della Repubblica Sociale italiana, mettendo fine a venti anni di dittatura e cinque di guerra. E’ una data fondamentale nella storia della Repubblica italiana, occasione per festeggiare la liberazione degli italiani.

Quello che non è il 25 aprile: una festa per commemorare gli americani, le truppe alleate in generale o i partigiani. Dopo settanta tre anni potremmo prendere coscienza del vero significato dei questa commemorazione, limitandosi a un rispettoso ricordo per tutti coloro che sono deceduti, immolandosi per la nostra libertà.

Anche in Friuli Venezia Giulia non sono mancate le proteste dell’Anpi i quali piuttosto che partecipare alle manifestazioni, hanno preferito lamentarsi.

Iutizzo di Codroipo

Iutizzo di Codroipo

Tutte molto partecipate le manifestazioni in regione, in particolare a Udine c’erano moltissimi cittadini, mentre a Codroipo, con due cerimonie: una in centro in via 4 novembre, davanti al monumento ai caduti; l’altra nella frazione di Iutizzo dove la messa e la deposizione della corona ha visto tantissima partecipazione.

Anche Silvio Berlusconi ha festeggiato in regione il 25 aprile, a Porzûs (UD) dove si consumò il tragico eccidio (forse voleva anche controllare le antenne dei suoi ripetitori) e poi ad Aquileia (UD) con una scia di sostenitori e candidati alle prossime elezioni, oltre ai curiosi residenti che difficilmente vedono personalità simili, fuori dal televisore.

Marco Mascioli

 

 

 

Share Button

Comments are closed.